Deportatio in Isulam - Certosa

Opera vincitrice del Premio Zucchelli 2019, Bologna

2019

Angolo Bianco, lastra sagomata e incisa di ferro zincato,Sangue bovino.

92x98cm

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Il diritto penale romano prevedeva, con la Deportatio in insulam, che un soggetto ritenuto colpevole di determinati reati venisse punito con un soggiorno coatto in un luogo emarginato oppure su un’isola; ne conseguiva, inoltre, la perdita della cittadinanza romana e la confisca totale o parziale dei beni.

 

Ebbene, cos’è un cimitero se non un luogo ai margini della città, un’isola circondata da mura per non far fuggire i propri abitanti?

Appena un uomo muore, solo per il fatto di aver commesso il ‘reato di morire’, viene deportato nel luogo predisposto per ospitare gli ‘esuli’, viene allontanato dalla propria casa dove non potrà fare mai più ritorno col proprio corpo.

I suoi beni non sono più suoi, ma degli eredi, o peggio ancora, dello Stato. La sua cittadinanza non ha più valore.

Cos’è un Cadavere se non un esule nell’isola del cimitero, allontanato assieme a quelli come lui dalla vita dei viventi?

Tutto questo accade nella società occidentale contemporanea in cui i Morti - fuggiti alla logica e alle dinamiche del Capitale - non servono più a nulla: non consumano, non portano più soldi e quindi vengono esclusi, buttati, smaltiti da questa Hera del Frivolo, come rifiuti.

 

L'Isola della Certosa (il maggiore cimitero di Bologna) é incastonata in un Angolo per conferirle un senso di profondità e di esclusione rispetto al corpo dello spettatore.

 

Le stradine, ricavate dalla mappatura ufficiale del cimitero, vengono incise ed incavate nella zincatura della lastra che viene così scalfita lungo tali linee e riempite col Sangue. 

Lo zinco dell’opera richiama quello utilizzato per rivestire le bare, cosicché possano contenere i gas e i liquidi dei corpi.

Casse rinforzate, blindate, che palesano la paura che l’uomo moderno prova al pensiero di un possibile ritorno dei Morti.

 Il cimitero si ripiega a 90° su sé stesso col favore dell’Angolo e ogni lastra, per la proprietà riflettente della zincatura, riflette parte dell’altra, chiudendo un cerchio non solo formale, ma anche sostanziale. Diventa un cimitero non esposto, luogo di esclusione per i vivi.

Un cimitero che si nega, mostrando solo le linee convenzionali che disegnano la mappatura utile ai visitatori per potersi orientare al suo interno. Nulla di più è svelato, perché se noi escludiamo i Cadaveri, non dobbiamo dimenticare quanto in vita siamo tutti esclusi dal Grande Mistero della Morte.

Maria Chiara Wang

L'opera è stata esposta presso la Fondazione Zucchelli, in occasione della mostra

Arte e Mondo

a Cura di Carmen Lorenzetti

Bologna, 2020

L'isola della Certosa, il principale cimitero bolognese, è sagomata su una lastra di ferro zincato secondo il perimetro delle sue mura e incastonata in un Angolo per conferirle un senso di profondità e di esclusione rispetto al corpo dello spettatore...

Carmen Lorenzetti

valepalmi94@yahoo.it

+39 335 6045 420

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