Parete dritta bianca, scala bianca, vestito rosso, video proiettato su parete, faro a luce bianca, audio ad altissimo volume, casse acustiche, 2019.

Testo di Maria Chiara Wang

Performance

Hinterland Galerie, Vienna

18 maggio 2019

Chi sono I Grandi Liberi? 

In una società come quella occidentale contemporanea che, col suo imperativo ‘VIVI!’, impone lo standard dell’eterna bellezza e dell’eterna giovinezza, I Grandi Liberi - nell’interpretazione di Vale Palmi - sono i Suicidi, i sovversivi del Sistema, coloro che decidono consapevolmente di perseguire l’unica Libertà vera, assoluta - la Morte -, autodeterminandosi.

 

Liberi dalle imposizioni che accettano come unico ‘fine-vita’ possibile quello ‘naturale’, biologico. 

Liberi dal processo di accumulazione che ha portato alla transizione dal concetto di vita a quello di capitale-vita e a una valutazione dell’esistenza di tipo quantitativo. 

Liberi dal controllo sociale che dalla nascita (birth-control) alla morte (death-control) pretende di disporre delle nostre vite. 

I Grandi Liberi rivendicano e si riappropriano del proprio diritto di vita e di Morte; suicidio, quindi, come eversione di quella ideologia che vieta ogni sottrazione di capitale e di valore, là dove ogni vita umana viene intesa, appunto, come particella di capitale.

Nella perfomance si alternano il movimento discendente dei suicidi a quello ascendente dell’artista portavoce delle loro istanze; moti lenti, riflessivi, fatti di attese e sottintesi: i corpi restano sospesi a mezz’aria; viene omesso alla vista dello spettatore il momento dell’impatto, palesato solo nel finale mediante un’epifania fatta di suono e luce.

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